{"id":2591,"date":"2024-01-29T20:36:49","date_gmt":"2024-01-29T20:36:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/?p=2591"},"modified":"2024-01-31T14:49:18","modified_gmt":"2024-01-31T14:49:18","slug":"intelligenza-artificiale-e-mondo-che-cambia-dobbiamo-aiutare-i-nostri-figli-a-capire-come-orientarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/2024\/01\/29\/intelligenza-artificiale-e-mondo-che-cambia-dobbiamo-aiutare-i-nostri-figli-a-capire-come-orientarsi\/","title":{"rendered":"Intelligenza Artificiale e mondo che cambia: dobbiamo aiutare i nostri figli a capire come orientarsi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/mamma-e-figlio-che-studia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2593\" style=\"width:361px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/mamma-e-figlio-che-studia.jpg 1024w, https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/mamma-e-figlio-che-studia-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/mamma-e-figlio-che-studia-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/mamma-e-figlio-che-studia-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/mamma-e-figlio-che-studia-80x80.jpg 80w, https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/mamma-e-figlio-che-studia-320x320.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>In questi giorni abbiamo letto interessanti articoli pi\u00f9 o meno allarmistici sull&#8217;impatto dell&#8217;Intelligenza Artificiale sulla nostra societ\u00e0 e sulla scuola, come <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2024\/01\/24\/lintelligenza-artificiale-assesta-il-colpo-di-grazia-su-una-societa-gia-in-burnout\/7419489\/?utm_source=pocket_saves\">questo articolo<\/a> dal Fatto Quotidiano come pure una lucida <a href=\"https:\/\/www.gatesnotes.com\/The-risks-of-AI-are-real-but-manageable?utm_source=pocket_saves\">analisi del cambiamento<\/a> in atto (a tratti molto ottimistica) scritta proprio dal famoso Bill Gates. E&#8217; facile comprendere che questo nuovo strumento sta entrando inesorabilmente nei nostri computer e smartphone, nelle nostre scuole (sia per gli insegnanti che per gli studenti, come emerge anche dai <a href=\"https:\/\/www.hdblog.it\/google\/articoli\/n577728\/google-duet-ai-classroom-bett-2024\/?utm_source=pocket_saves\">nuovi progetti di Google<\/a> a riguardo) e che i nostri figli e i nostri studenti saranno (se gi\u00e0 non sono) utilizzatori dell&#8217;Intelligenza Artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dibattito dei docenti del nostro Istituto sull&#8217;argomento \u00e8 acceso e profondamente orientato sui bisogni che vediamo emergere nelle nostre classi, pertanto, alla domanda &#8220;Che fare?&#8221; risponderemmo, senza alcun dubbio, &#8220;stare vicino ai nostri figli&#8221;. Ecco, secondo noi, in che modo:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Aiutarli ad iniziare e a ricontrollare il compito svolto.<\/strong> Sia che frequentino la scuola primaria che secondaria ricordiamoci che <strong>non sono ancora completamente autonomi nel compiere scelte nello studio e negli strumenti da utilizzare per lo studio<\/strong>; dobbiamo stare loro vicino almeno <strong>quando devono iniziare un compito, per aiutarli a capire cosa fare e ad impostare il lavoro<\/strong> e, dopo l&#8217;esercizio, magari svolto in autonomia, <strong>tornare ad affacciarci per verificare che l&#8217;esercizio sia stato svolto tutto, che sia stato svolto correttamente e <\/strong><em><strong>che sia stato riletto e ricontrollato a caccia di errori<\/strong> <\/em>(quest&#8217;ultima \u00e8 una fase imprescindibile di ogni lavoro scolastico). Insomma, molti nostri figli e alunni non sono ancora capaci di &#8220;<strong>automonitorarsi<\/strong>&#8221; in queste delicate e decisive fasi iniziali e finali dello studio e dobbiamo affiancarci a loro proprio per aiutarli a sviluppare la loro autonomia, per aiutarli a diventare degli studenti capaci.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Aiutarli a sviluppare vecchie e buone abitudini come lo scrivere a mano e in corsivo.<\/strong> Il computer, internet e pure l&#8217;Intelligenza Artificiale possono essere validi <strong>accessori <\/strong>per lo studio ma ci\u00f2 che \u00e8 veramente <strong>necessario<\/strong>, all&#8217;et\u00e0 della scuola primaria e media, \u00e8 il semplice, vecchio, sano lavoro sul testo scritto. <strong>Leggere, leggere e ancora leggere<\/strong> (libri, fumetti, riviste..tutto) perch\u00e9 pi\u00f9 leggono pi\u00f9 aumentano esponenzialmente la loro capacit\u00e0 di lettura e comprensione del testo, e poi scrivere, e <strong>scrivere a mano<\/strong> (lo ribadisce <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/2024\/01\/26\/news\/scrivere_a_mano_connessioni_cervello-421992387\/?utm_source=pocket_saves\">Repubblica<\/a> in questo articolo), non come in chat, ma in italiano corretto (con maiuscole all&#8217;inizio e punti alla fine di ogni frase) perch\u00e9 queste non sono vetuste e inutili abitudini ma sviluppano il cervello. E&#8217; in atto, infatti, un <a href=\"https:\/\/www.orizzontescuola.it\/in-svezia-meno-pc-e-piu-libri-lesperto-meglio-iniziare-a-scrivere-con-carta-e-penna-che-pigiare-le-dita-su-una-tastiera\/\">dibattito<\/a> in alcuni paesi, tra cui USA e Svezia, che stanno intraprendendo un cambio di rotta, rintroducendo urgentemente, tra le altre misure, <strong>la scrittura a mano<\/strong>, limitando il pi\u00f9 possibile i dispositivi, per cercare di evitare il regresso (gi\u00e0 avviato) completo di abilit\u00e0 e apprendimenti. E come scrivere a mano? In corsivo, naturalmente, e non scriviamo <em>naturalmente <\/em>a caso, ma perch\u00e9 \u00e8 proprio la maniera naturale di scrivere, il modo in cui il pensiero si traduce fluentemente in testo scritto, il modo in cui le nostre idee, le nostre esperienze, si riversano sul foglio e si riordinano, definiscono, acquistano materia, possono essere rivelate e lette da altri, diventano esperienze consapevoli e crescita. Anche gli studi scientifici ne dimostrano l&#8217;importanza come descritto in <a href=\"https:\/\/roma.corriere.it\/notizie\/cronaca\/23_febbraio_22\/scrivere-in-corsivo-un-bambino-su-cinque-delle-scuole-primarie-romane-non-e-in-grado-di-farlo-7d2c53c3-ce03-415b-9e6c-c1bc1b8eaxlk.shtml\">questo articolo<\/a> del Corriere.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Aiutarli a gestire l&#8217;ansia e la paura<\/strong>. Molti dei nostri figli e alunni sono <strong>fragili<\/strong>, non sanno gestire <strong>ansia e stress<\/strong>, se interrogati rispondono di getto, senza riflessione, con monosillabi o al massimo una parola per togliersi dalla situazione ansiogena di essere interpellati. Perch\u00e9? Forse perch\u00e9 <strong>dobbiamo insegnare loro a gestire le emozioni<\/strong>, a parlare delle loro emozioni che vivono durante la giornata, che vivono quando guardano Netflix e i video sui social, che vivono quando giocano ai videogiochi. L&#8217;esigenza di aiuto dei bambini e ragazzi nel vivere e comprendere le loro emozioni \u00e8 il motivo che li spinge a seguire gli influencer, a guardare per ore video di youtuber che giocano ai videogiochi: questi soggetti in qualche modo mediano e aiutano a interpretare le emozioni vissute nelle avventure virtuali, <strong>ma non possono sostituirsi o essere determinanti come un genitore che li ascolta, accetta, consiglia<\/strong>. <strong>Discutere con loro le esperienze vissute, reali o virtuali pu\u00f2 aiutarli a crescere e a gestire le ansie della loro vita<\/strong> perch\u00e9 non dobbiamo sminuire o minimizzare: un&#8217;interrogazione, un contrasto con un compagno, un video di paura possono essere esperienze enormi a 10 anni. Ascoltiamoli anche senza emettere un giudizio o consiglio ma solo <strong>dedicando attenzione, tempo e accettazione<\/strong>. Suggeriamo loro di scrivere ci\u00f2 che hanno vissuto, di raccontarlo per iscritto &#8211;<strong><em> in corsivo<\/em><\/strong> &#8211; per aiutarli a &#8220;emettere&#8221; quelle emozioni che hanno bisogno di uscire ed essere comunicate. <\/li>\n\n\n\n<li><strong>Affianchiamoli nell&#8217;utilizzo di internet e dell&#8217;Intelligenza Artificiale.<\/strong> Perch\u00e9 le braccia di un pugile sono cos\u00ec muscolose? Perch\u00e9 si esercita tutti i giorni a tirare di pugni. Perch\u00e9 una guardia forestale \u00e8 cos\u00ec abile ad orientarsi? Perch\u00e9 nel suo lavoro sviluppa questa abilit\u00e0. Questo meccanismo \u00e8 vero per qualsiasi cosa: fare operazioni a mente, scrivere testi, svolgere esercizi di grammatica, ecc. Se un ragazzino facesse svolgere queste operazioni all&#8217;Intelligenza Artificiale, semplicemente, non svilupperebbe le relative capacit\u00e0 e, piano piano, diventerebbe realmente incapace di svolgere tali compiti in futuro senza quello strumento. Aiutiamoli a comprendere questo fatto, a comprendere che lo studio \u00e8 il loro lavoro e ad utilizzare internet e l&#8217;Intelligenza Artificiale come strumenti di aiuto allo studio ovvero nel modo corretto. <strong>Nei prossimi articoli qui su icsfermi.it pubblicheremo degli esempi di utilizzo corretto dell&#8217;Intelligenza Artificiale applicata allo studio. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Mario Buonvino e Tonelli Giulia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni abbiamo letto interessanti articoli pi\u00f9 o meno allarmistici sull&#8217;impatto dell&#8217;Intelligenza Artificiale sulla nostra societ\u00e0 e sulla scuola, come questo articolo dal Fatto Quotidiano come pure una lucida analisi del cambiamento in&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2077,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[],"class_list":["post-2591","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ai-studenti-intro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2591","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2591"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2591\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2610,"href":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2591\/revisions\/2610"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2077"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icsfermi.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}